Discussione:
Mamma la Turco-Cattomasochisti-Limitare drasticamente l'immigrazione musulmana
(troppo vecchio per rispondere)
donquixote
2009-03-23 23:26:42 UTC
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Il padano
Milano a rischio di lebbra: due casi in soli dieci giorni
"PASSAPORTO SANITARIO AGLI STRANIERI"
Borghezio chiede alla Ue misure per impedire i potenziali contagi
Il terribile morbo diagnosticato a un magrebino e a una cingalese
di Elsa Franscini
Sono già due in appena una decina di giorni i nuovi casi di lebbra

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diagnosticati a Milano su immigrati extracomunitari. Il devastante
morbo di Hansen è stato riscontrato all'ospedale San Paolo in un magrebino
trentenne. Analoga diagnosi era stata formulata lo scorso 5 marzo dal
Policlinico nei confronti di una immigrata dello Sri Lanka che
lavorava come domestica presso una famiglia di Sesto
San Giovanni.
I malati sono stati trasferiti d'urgenza all'ospedale San Martino
di Genova, dove esiste un centro specializzato nella terribile malattia
che ha confermato la diagnosi.
Le autorità sanitarie cercano di tranquillizzare i cittadini
venuti in contatto con i due malati, sostenendo che il rischio
di un contagio è alquanto basso. Rassicurazioni che non hanno
impedito all'europarlamentare leghista Mario Borghezio
di farsi carico in sede europea di un'iniziativa di prevenzione
sanitaria nei confronti degli stranieri, assodato il fatto che
in Padania lebbra e altre terrificanti malattie esistono solo
per "importazione".

TERZO MONDO.
Dopo i casi di lebbra a Milano, l'eurodeputato ha rivolto un'interrogazione
urgente alla Commissione chiedendo se "non intenda creare un Osservatorio
sulla diffusione di malattie contagiose particolarmente diffuse nelle aree
di provenienza di immigrati dal terzo mondo".
Borghezio ritiene inoltre che l'Ue debba immediatamente istituire,
per gli immigrati stranieri provenienti da queste aree,
un "passaporto sanitario".

FILTRO EFFICACE. "E' ora - afferma l'eurodeputato -, di fronte ad una
casistica sempre più preoccupante di casi anche molto gravi di malattie
contagiose e di vere e proprie epidemie (ad esempio l'epidemia di colera
in Zimbabwe), che l'Europa adotti un filtro efficace che consenta alle
competenti autorità di impedire l'accesso ai portatori di tali malattie,
potenziali diffusori di epidemie nell'Ue".


RUBA TROPPO POCO, COPPIA DI ROM
BRUCIA LA MANO A UNA BAMBINA
Zingari arrestati a Napoli per le sevizie su bimba-schiava
di Alessandra Consonni.
Era troppo scarso il bottino che portava ai suoi padroni rom,
così due zingari l'hanno punita infilandole la mano "improduttiva"
nella stufa accesa e rosolandola sui carboni ardenti.
Le cronache raccontano di bambini rapiti dai nomadi, ma è raro
che spieghino quale fine facciano questi piccini.
Dall'Italia, (esattamente da Casoria nel Napoletano)
arriva il racconto di una vicenda umana straziante, la penosa
storia di una bambina che dovrebbe far vergognare gli imperterriti
protettori dei nomadi. E' certo, invece, che una morale zingaresca che
considera inutile conquistarsi il pane col sudore della fronte produce solo
illegalità, sfruttamento e dolore. Certamente dolorosa è la storia di una
ragazzina, oggi tredicenne, venduta agli zingari quando aveva appena
5 anni, sguinzagliata in giro a scroccare quattrini approfittando
del sentimentalismo o dell'imprudenza altrui, punita con autentiche
torture se, alla fine della giornata, non aveva reso abbastanza.

MANINA DEVASTATA.
Un giorno, nel dicembre 2006, la bambina venne catturata
mentre compiva un furto ma gli agenti della squadra mobile di
Napoli non si comportarono come altri loro colleghi: la piccola, cioè, non
venne semplicemente affidata a qualche centro tanto per togliersi l'incomodo
di torno (in altri casi i bambini ladri vengono addirittura riconsegnati
agli zingari che se ne autoproclamano genitori). Quella manina devastata
nella stufa fece scattare qualcosa. I poliziotti decisero di vedere in
faccia i galantuomini che avevano avuto il coraggio di "marchiare a fuoco"
per tutta la vita una bambina.

TORTURATORI.
Gli zingari, però, si erano spostati e le ricerche non si presentavano
facili. Sono stati necessari tre anni di indagini, ma alla fine
i rom torturatori sono stati beccati: secondo gli inquirenti, si tratta di
Sima Javanoci, 46 anni, e Mjriana Javanovic, 43 anni, trovati nel campo
rom di via San Salvatore a Casoria, comune nell'hinterland napoletano.
Una storia a lieto fine, dove la giustizia fa il suo dovere
e trionfa (almeno per il momento e in attesa della imprevedibile
sentanza di un giudice).

DIRITTO ALL'ABERRAZIONE.
Quanti sono gli altri bambini, venduti o anche rubati,
quasi mai figli delle coppie di zingari che se ne attribuiscono
la paternità, costretti a vivere di stenti e terrore, tra
sevizie e sporcizia, sfruttati come schiavi da chi li costringe
a mendicare e rubare?
L'anagrafe dei residenti nei campi rom, voluta dal ministro
Roberto Maroni potrà fornire qualche utile indicazione su questa
odiosa realtà.
Ma ancor più odiosa è l'omertà di chi, in nome della tolleranza
verso i "diversi", protegge lo schiavismo e la ferocia contro gli innocenti,
e anche in questo caso consente che l'aberrazione più atroce diventi
un diritto.

MILANO, SECONDO LA CURIA SE I ROM
NON RUBANO MERITANO UN PREMIO
Ma il Comune promette: presto li cacciamo dalla Bovisasca
di Giulio Ferrari.
Neppure in Quaresima la Curia di Milano pensa ai poveri e a chi
si guadagna la vita "col sudore della fronte" (come impone
la Bibbia) ma ai furbi che rifiutano il lavoro e campano di
parassitismo ai danni della comunità. Alla promessa del vicesindaco
di Milano, Riccardo De Corato, di far sgomberare entro marzo
gli insediamenti di zingari nell'area del cavalcavia Bacula,
si assiste a una levata di scudi da parte di Caritas, Casa della Carità,
Acli e Padri somaschi (quegli ultrà dell'ecumenismo definiti "tonti"
dal compianto vescovo Maggiolini).
Secondo il cartello di associazioni cattomasochiste "parte
delle persone accampate ha mostrato la volontà di integrarsi:
vanno riconosciuti e incoraggiati i comportamenti civili e virtuosi
di chi non delinque".

VITTO E ALLOGGIO.
In cosa consista questo riconoscimento è presto detto:
nella nota delle associazioni curiali si sostiene che, una volta
scacciati, gli zingari si troveranno a vivere in condizioni ancora più
vergognose e ciò è indegno di società civili. Insomma, poiché alcuni rom
della bovisasca non rubano (o semplicemente non li hanno ancora beccati),
bisogna premiarli offrendo loro vitto e alloggio a spese del contribuente,
cioè dei lavoratori. Delirante il criterio di tributare un premio a chi non
ruba, quasi l'onestà fosse un comportamento eccezionale e non la condizione
minima e necessaria per non incappare nelle punizioni (sociali e divine).

LABORIOSI CATTOLICI.
Sino ad oggi gli zingari che vivacchiano abusivamente nell'area
del cavalcavia sono stati mantenuti e serviti dalle associazioni
di cui sopra, a loro volta foraggiate da enti pubblici e
istituzioni. E anche dai tanti laboriosi cattolici che, col loro 8 per
mille, magari pensano di aiutare i lavoratori lasciati sulla strada da
padroni (profittatori non meno dei rom) che delocalizzano.

PARIGI-DAKAR.
Durante il precedente sgombero della medesima comunità
zingaresca, Caritas e compagnia avevano accusato proprio
le istituzioni milanesi di "violazione dei diritti umani"
per aver costretto i rom a far fagotto in una giornata un po' calda,
senza dotare tutti di bottiglie d'acqua minerale come avviene
per i partecipanti alla Parigi-Dakar.
Adesso il servizio bar non basta più: Caritas e compagnia pretendono
"un riconoscimento" per gli zingari che non rubano, forse l'alloggio
al grand hotel....

Venezia, vietato il referendum sui villini agli zingari
"FUORI I SOLDI PER I SINTI E STATE ZITTI"
In regalo 40 casette con giardino e posto auto, in barba a 2.000
cittadini rimasti senza tetto. Oltraggio al martirio di Gino Serena
di Redazione
I cittadini veneziani non devono parlare, non possono esprimersi
sul regalo che, con i loro soldi, il sindaco Massimo Cacciari
intende fare agli zingari sinti: una quarantina di villette con
giardinetto e posto auto (per parcheggiarvi i macchinoni con roulotte)
in località Favaro Veneto. Lunedì sera il Consiglio comunale
di Venezia ha bocciato la richiesta di referendum popolare,
avanzata dalla Lega: con 29 no contro 9 sì (una decina gli assenti
al momento del voto) è stato precluso ai cittadini di esprimersi
sul gentile dono da oltre 3 milioni di euro, tanto per cominciare,
che il Comune ha pensato per i nomadi.

SBALLATI.
Un regalo scandaloso, visto che sono almeno 2mila i veneziani
rimasti senza casa, anche per colpa della crisi. Così sono mancati
momenti di tensione, culminati in scontri e tafferugli, causati dagli
sballati dei centri sociali fatti affluire intorno al municipio apposta
per intimidire la brava gente e prevenire ogni reazione di dissenso.

EROE.
Quella contro il villaggio turistico per gli zingari è una battaglia
di dignità che i veneziani stanno combattendo da mesi e che ha
avuto anche il suo eroe. Lo scorso 26 giugno, una giornata torrida, un uomo
è morto per un colpo di calore mentre presidiava con altri manifestanti del
Carroccio gli accessi al cantiere: si chiamava Gino Serena, aveva 77 anni,
ed era invalido per un infortunio sul lavoro.

PADRONI.
Il capogruppo della Lega nel Consiglio Comunale di Venezia,
Alberto Mazzonetto, spiegò che l'anziano "era al gazebo fin dal primo
giorno, da più di un mese, mentre chi ci amministra e dovrebbe ascoltare i
cittadini si sta dimostrando totalmente assente". Neppure quella morte è
servita a far cambiare atteggiamento a chi si sente padrone di Venezia:
i cittadini devono inchinarsi agli zingari e stare zitti.

Il Giornale
Urla e pugni sul tavolo: la Turco dà i numeri in tv
di Federico Novella
Mamma la Turco. «Le donne clandestine che partorisconooo,
non sanno dove andareee!».
La mandibola rotante, gli occhi lucidi, le guance color bandiera
sovietica, la pelle che si tira e s'inumidisce di sudore, il tono di voce
un'ottava sopra modello aquila ferita, il ciuffo biondo alla Gwyneth
Paltrow che sventola come la penna dei bersaglieri.
Quattro minuti e 40 secondi di potenza senza controllo:
e Livia si trasforma in «Liviatano», sulla scia del bestione
di biblica memoria. Roba da paralizzare pensionati e casalinghe
sintonizzati all'ora di pranzo sul secondo canale, ingannati dal titolo
pacioso del talk show: «Insieme sul due». La pioggia di bile che
ha allagato il salotto casomai fa pensare a «La Guerra dei Mondi».

Si parla di medici e clandestini, e in studio regna il gelo di fronte
all'esplosione della Turco: «Gli immigrati non sono delinquenti!
Gli è scaduto il documentoooh! Stanno per partorire! Par-to-ri-reeh!».
Le mani s'avvitano come mulinelli, schiaffeggiano le mosche,
chi si trova a distanza di tiro è perduto.
Monica Setta resta di sasso, Irene Pivetti recita il Padrenostro,
perfino Borghezio, lì a fianco, a confronto pare Lord Brummel.
L'ex ministra batte i pugni, le sale l'affanno, qualcuno dice
che poi si è sentita male: «Io mi devo calmare? Calmatevi voi!».

Il video della Turco furiosa pare stia già spopolando tra gli internauti,
dopo quello dell'incredibile Hulk che si squarcia la camicia, e quello di
Dragon Ball che si gonfia mentre diventa Super Sayan di terzo livello.
Noi, che agli sbalzi umorali di Livia siamo abituati, non ci sorprendiamo
granché. Per capire quanto la Turco sia deboluccia di nervi, basta tuffarsi
nel mare di lacrime che la contraddistingue: «Non mi rompete le scatole -
disse una volta - i sentimenti sono parte integrante della politica, e
bisogna saperli governare». Ecco, neanche per quel tipo di governo ci pare
portata: cominciò a frignare nel '91, alla Bolognina, abbracciando Occhetto
aggrappato a un mazzo di fiori. Poi sguinzagliò le ghiandole lacrimali
nel '97, al siluramento del governo Prodi Uno, «per eccesso di amarezza»:
piagnisteo rinnovato con la recente disfatta del Prodi Due:
«Non pensavo sarebbe successo, eppure....».

Eppure Livia, solida cuneese di Morozzo, patria del celebre cappone che
riporterebbe alle gioie natalizie, ebbene Livia in realtà è una fontana con
le gambe: «È vero, mi scappano le lacrime, ma perché so appassionarmi».
Piange amaro al congresso delle Acli, nel '99: e poi ancora quando sciolgono
i Ds fa la doccia alla platea. Quando l'allora ministro De Mauro si commosse
in pubblico parlando della riforma scolastica, lei per consolarlo disse che
«lo capisco molto, perché. », e già alla prima virgola aveva allagato il
palco. «Piango per le piccole cose - dice lei - ma a volte di fronte a fatti
molto gravi resto con gli occhi asciutti». Livia di lotta e di fazzoletto.
Pierangelo Sapegno ne ha decantato «la mascella volitiva alla Fabio
Capello che ne esalta l'asprezza delle radici contadine.
Ma se Fabio Capello sa solo vincere, lei ha dimostrato che perdere
non è un peccato».
Mica facile tenere botta, per l'ex ministro della Sanità assediato spesso
dal suo stesso schieramento, specie quando carica a testa bassa
sull'assistenza ai nomadi, sulla pillola abortiva, sulla modica quantità.
Certo per la «Signora Perdivoti», come la chiama Sartori,
è stressante proseguire in famiglia le battaglie politiche.
Il padre democristiano Giovenale voleva quasi cacciarla di casa:
«Perché dai i soldi agli zingari? Aiuti troppo gli immigrati».
Quando pensò di portare la frutta nelle scuole al posto delle
merendine, il figlio Enrico le dipinse inquietanti rappresaglie scolastiche:
«Mamma, se lo fai, io sono finito».
E lei, quando propose di alzare la dose minima di marijuana,
rivolta al pargolo: «Questa è la mia posizione da ministro:
ma come mamma, se ti fai uno spinello ti riempio di botte».
Anche perché Livia non fuma neanche le sigarette, «sono pure astemia,
che per un piemontese è gravissimo. In compenso mangio il fritto misto,
che è molto lussurioso».
«Essere ex comunista e cattolica ["cattolica" adulta, adultissima...] è un
cocktail psicologico che darebbe alla testa di chiunque», così Piero
Ostellino sviscera la fragilità di Livia. Tanto che una volta Fassino chiuse
una riunione così: «Sciogliamo il vertice e lasciamo pure che la Turco
pianga». D'altronde, una che ha passato la vita al Bottegone, dove le
emozioni soccombono alla disciplina di partito, prima o poi doveva sfogarsi.
Da ultimo, per l'appunto, ha scelto la diretta di Raidue: roba da
registrare, conservare e adoperare come deterrente infantile. «Se stasera
non mangi la minestra, chiamo l'uomo nero, il babau e Livia Turco
che parla di clandestini sulla Rai. Ti conviene fare il bravo».

http://tinyurl.com/3c6dmr

Il Giornale
Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti?
Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un
corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri.
A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè
lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste
degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte
i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare
a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo.
In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine
hanno lasciato fare.

E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici
tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice
contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso
far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana
ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone,
che potrebbero provocare sommosse di piazza.

E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a
Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e
gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean
Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia
le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica,
mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa - in nome
dell' «onore» - da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita
non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione.
Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente
da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa
retromarcia.

E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna
arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana
privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano
facilmente?

http://tinyurl.com/3mhny2

http://tinyurl.com/cgqx4c

http://tinyurl.com/c4zwbp
Scienza per l'Uomo
2009-03-24 18:05:39 UTC
Permalink
mi spiace dissentire, perchè il 99% dei post di donquixote sono furbi,
ma questo ultimo post non c'entra nulla col NG...

La lebbra qui da noi è curabilissima e per non prenderla basta lavarsi bene
le mani dato che non è molto infettiva.
Lo stesso Borghezio che si lamenta di questi casi, è lo stesso che spinge
per il DDL 733 che toglie il divieto di segnalazione dei cleandestini
, certo non c'è l'obbligo... ma se uno straniero malato sa che può essere
denunciato da un medico certamente andrà all'ospedale meno volentieri e
molte malattie rimarranno nascoste, allora si ci sarà il rischio di
epidemie.
Non so cosa ci sia di cattolico in questi pregiudizi.
Questo non vuol dire che non si debbano applicare leggi contro la
criminalità o regolare al meglio l'immigrazione.
Ma l'approccio cattolico all'immigrazione non parte dalla paura ma
dall'amore. I cattolici regolano l'immigrazione per poter dare dignità a
tutti, non per paura di perdere il proprio benessere. Anzi se ce ne fosse
bisogno, noi cattolici dobbiamo essere disposti a ridurre il nostro
benessere condividendolo con i poveri. Questo non ha nulla a che vedere con
la sicurezza che è lecita e che va garantita.

Lo stesso vale per gli zingari...
FlyM
2009-03-24 22:05:00 UTC
Permalink
Post by Scienza per l'Uomo
se uno straniero malato sa che può essere
denunciato da un medico certamente andrà all'ospedale meno volentieri e
molte malattie rimarranno nascoste, allora si ci sarà il rischio di
epidemie.
Se invece il medico non può denunciare, significa che è costretto a
curare tutti gratis et amore dei, con detrimento del servizio per chi lo
paga. Si tratta cioè di un incentivo alla immigrazione che diventa così
clandestina, ma garantita per legge cioè un controsenso logico.
Chi vuole delinquere ci sguazza.
Io ho conosciuto diversi clandestini e indipendentemente dalla
possibilità dei medico di denunciarli, al bisogno sono certo che avrei
trovato per loro medici che valutando in coscienza -come me- la persona
e l'ambito sociale in cui è riuscita ad inserirsi, l'avrebbero curati
senza problemi.
Di questa saggezza è piena l'Italia anche tra chi -diversamente da me-
vota Lega, anche se la Stampa "corretta" ritiene questa un'eresia. Si
può ragionevolmente aver fiducia in questa saggezza popolare. Essa sa
distinguere chi è volonteroso, onesto e riconoscente, da chi viene per
delinquere, con odio e volontà di distruggere il bene di cui pur cercano
di godere venendo qui. Questi ultimi DEVONO temere la denuncia, fa bene
a tutti che la temano. Come fa bene a tutta la società che qualsiasi reo
tema la punizione.
Il vietare la denuncia al medico del clandestino è un assurdo logico,
giuridico, umano e di buon senso: un controsenso.
--
Marco Voli

---

"Se fossimo trattati come meritiamo,
chi si salverebbe dalle frustate?"
Il Matto di Elsinore
Marco S.
2009-03-24 23:36:11 UTC
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Post by FlyM
Post by Scienza per l'Uomo
se uno straniero malato sa che può essere
denunciato da un medico certamente andrà all'ospedale meno volentieri e
molte malattie rimarranno nascoste, allora si ci sarà il rischio di
epidemie.
Se invece il medico non può denunciare, significa che è costretto a
curare tutti gratis et amore dei, con detrimento del servizio per chi lo
paga. Si tratta cioè di un incentivo alla immigrazione che diventa così
clandestina, ma garantita per legge cioè un controsenso logico.
Chi vuole delinquere ci sguazza.
Io ho conosciuto diversi clandestini e indipendentemente dalla
possibilità dei medico di denunciarli, al bisogno sono certo che avrei
trovato per loro medici che valutando in coscienza -come me- la persona
e l'ambito sociale in cui è riuscita ad inserirsi, l'avrebbero curati
senza problemi.
Di questa saggezza è piena l'Italia anche tra chi -diversamente da me-
vota Lega, anche se la Stampa "corretta" ritiene questa un'eresia. Si
può ragionevolmente aver fiducia in questa saggezza popolare. Essa sa
distinguere chi è volonteroso, onesto e riconoscente, da chi viene per
delinquere, con odio e volontà di distruggere il bene di cui pur cercano
di godere venendo qui. Questi ultimi DEVONO temere la denuncia, fa bene
a tutti che la temano. Come fa bene a tutta la società che qualsiasi reo
tema la punizione.
Il vietare la denuncia al medico del clandestino è un assurdo logico,
giuridico, umano e di buon senso: un controsenso.
Sono perfettamente daccordo, per una serie di motivi.
Non e' rinunciando ad applicare le sue norme che l'Italia puo' sperare di
guadagnare sicurezza sanitaria, perche' incoraggiare l'immigrazione
clandestina, come sta facendo adesso l'Italia, ha gia' reintrodotto nel
nostro paese la TBC, che mancava da mezzo secolo, e la lebbra, che mancava
da mezzo millennio.

L'Italia la deve anche smettere di dare del fesso a tutti gli stranieri
immigrati regolari, quei ""poveri fessi" che per venire in Italia hanno
fatto tutte le pratiche presso i nostri consolati o le nostre camere di
commercio all'estero per avere un regolare visto con tutte le ceralacche a
posto; il tutto per avere l'onore di pagare le tasse, compresi i ticket del
servizio di pronto soccorso, come del resto gli italiani, o meglio quegli
italiani facenti parte della medesima categoria di "fessi", che hanno sempre
pagato tutto, in cambio di uno sputo nell'occhio.
E' vero che questa categoria di "fessi" di norma e' anche silenziosa,
italiani o stranieri che siano, mentre chi non e' nel diritto dimostra
spesso una certa facilita' nello sfasciare e contro-sfasciare l'ambiente
circostante, ricevendo in cambio molte coccole da parte di molti
benpensanti, politici, magistrati, religiosi....ma attenzione che i fessi
non si imbufaliscano, trasformandosi da un giorno all'altro in iene maculate
con la bava alla bocca : )

Ciao

Marco
Alexx
2009-03-25 16:16:23 UTC
Permalink
Probabilmente, cominciamo ad essere parecchio OT; mi perdonino i moderatori
se intervengo in proposito e... forse, a sproposito. :-)
Aderiro' senz'altro ad un eventuale invito a proseguire la discussione su
altro ng.

Cari Marco V. e Marco S.,
premesso che non sono informatissimo in merito, per quel poco che so, non
sono d'accordo circa l'obbligo di denuncia dei clandestini da parte dei
medici.

Altra premessa: di principio, ritengo che le cure mediche dovrebbero essere
gratuite per tutti, pagate da tutti attraverso le tasse. Purtroppo, e' vero
che (non solo in Italia) la "cosa pubblica" finisce per essere cosa di
nessuno soggetta all'abuso.
Penso, pero', che sarebbe possibile fare in modo da disincentivare e punire
gli abusi mantenendo la piena gratuita' per tutti delle cure mediche.

Dal punto di vista puramente pratico, mi pare che obbligare i medici alla
denuncia dei clandestini non limiterebbe l'immigrazione clandestina. Oggi
c'e' la crisi finanziaria, ma da noi le condizioni di vita sono ancora
enormemente differenti rispetto a moltissime altri parti del mondo. Questo
fatto porta inevitabilmente migliaia di persone a tentare di uscire dalla
propria condizione a qualunque costo, indipendentemente dagli steccati.

Anni fa - appena dopo la caduta del regime comunista - con un gruppo di
amici, aiutai le Suore Ravasco nella gestione di una specie di centro estivo
diurno per circa 500 bambini in un villaggio molto povero, nel nord
dell'Albania.
Non so come siano le condizioni del paese oggi (manco dall'Albania da piu'
di dieci anni) ma allora la situazione era desolante: decenni di regime
comunista isolazionista avevano consumato ogni risorsa economica,
ambientale, umana, spirituale...
I villaggi nel nord dell'Albania erano poverissimi. Tutti desideravano solo
una cosa: andare via dall'Albania. Anche quei pochi che vivevano un po'
meglio degli altri volevano partire, erano disposti a sradicarsi perche' li'
non riuscivano a sperare in un significativo miglioramento delle proprie
condizioni.

L'obbligo di denuncia da parte dei medici non puo' costituire in alcun modo
un deterrente all'immigrazione clandestina e non credo possa far sperare in
un maggior controllo sanitario. Se io fossi un immigrato clandestino e fossi
malato, se avessi paura di essere denunciato, non mi presenterei ad un
medico, oppure cercherei un medico che mi curasse a pagamento...
probabilmente, pagando parecchio.
Il risultato di tutto cio' non penso che possa essere un maggior controllo
sanitario, ma proprio il suo contrario.
Cio' non significa che non si debba regolamentare l'immigrazione e non si
debbano effettuare controlli, anche per colpire la criminalita' e garantire
la sicurezza di tutti.

Inoltre, non credo sia sensato promulgare una legge fidando completamente
nel buon senso delle persone per stabilire se e quando applicarla.

Un abbraccio.

Alex
Marco S.
2009-03-26 00:32:59 UTC
Permalink
Post by Alexx
Cari Marco V. e Marco S.,
premesso che non sono informatissimo in merito, per quel poco che so, non
sono d'accordo circa l'obbligo di denuncia dei clandestini da parte dei
medici.
Innanzitutto l'"obbligo" ci sarebbe solo per i medici del pronto soccorso,
che sono anche pubblici ufficiali, che infatti devono segnalare alla polizia
anche un italiano che sia privo di documenti o li abbia irregolari: non vedo
come non considerare discriminatorio verso gli italiani stabilire il divieto
di farlo per uno straniero privo di documenti (del resto se e' privo di
documenti, come si fa a dire che e' un clandestino: e' solo privo di
documenti !).
Eppure questo divieto esiste ed e' questo che il DL primariamente, avrebbe
voluto rimuovere.
Rimuovendo questo divieto, per i medici diversi da quelli del pronto
soccorso, denunciare diventa una facolta', non un obbligo.
Post by Alexx
Altra premessa: di principio, ritengo che le cure mediche dovrebbero essere
gratuite per tutti, pagate da tutti attraverso le tasse. Purtroppo, e' vero
che (non solo in Italia) la "cosa pubblica" finisce per essere cosa di
nessuno soggetta all'abuso.
Penso, pero', che sarebbe possibile fare in modo da disincentivare e punire
gli abusi mantenendo la piena gratuita' per tutti delle cure mediche.
Sarebbe comunque una sperequazione, perche' le cure mediche non sarebbero
comunque "gratuite" per quegli italiani e per quegli immigrati regolari, che
ne dovrebbero comunque sostnere il costo.
Post by Alexx
Dal punto di vista puramente pratico, mi pare che obbligare i medici alla
denuncia dei clandestini non limiterebbe l'immigrazione clandestina.
Sicuramente migliorerebbe il contrasto all'immigrazione clandestina
Post by Alexx
Oggi
c'e' la crisi finanziaria, ma da noi le condizioni di vita sono ancora
enormemente differenti rispetto a moltissime altri parti del mondo. Questo
fatto porta inevitabilmente migliaia di persone a tentare di uscire dalla
propria condizione a qualunque costo, indipendentemente dagli steccati.
L'Italia e' un paese con una densita' di popolazione di circa 200 abitanti
per Kmq, la Somalia ne ha 15, il Marocco arriva a 60.
C'e' qualcosa di folle nella fuga da queste ultime regioni di centinaia di
migliaia di persone, regioni che spesso non hanno ancora raggiunto la
densita' di popolazione minima per dar vita ad una moderna economia di
servizi, per trasferirsi in zone gia' densamente popolate.
E come se due barche di naufraghi navigassero di conserva: una barca fosse
strapiena, ma sicura, un altra fosse semivuota, ma avesse una falla.
Quale sarebbe la soluzione piu' logica: forse che tutti i naufraghi della
seconda barca si buttassero in mare per cercare di salire sulla prima ?
Oppure semmai di cercare di riparare la seconda barca, se necessario con
l'aiuto dei naufraghi della prima barca ?

Purtroppo quindi dobbiamo saper distinguere i piani: la bonta' e' un fatto
personale ed e' possibile, anzi probabile, che se mi capitasse a tiro un
povero clandestino onesto e bisognoso, probabilmente finirei di aiutarlo,
nasconderlo, etc., etc., piuttosto che denunciarlo, esponendomi ovviamente
anche alle possibili sanzioni.
Ma saprei bene che se lo stato accettasse nella generalita' dei casi questa
logica, la barca si ribalterebbe, sbattendo in mare anche tutti gli italiani
Post by Alexx
Anni fa - appena dopo la caduta del regime comunista - con un gruppo di
amici, aiutai le Suore Ravasco nella gestione di una specie di centro estivo
diurno per circa 500 bambini in un villaggio molto povero, nel nord
dell'Albania.
E' un'esperienza interessante.
Sarebbe pero' piu' utile che avessi esperienza ultradecennale su che cosa
succeda a uno stato, gia' densamente abitato e con l'economia in declino,
che tolleri l'immigrazione clandestina massiccia, anzi la incoraggi.
Post by Alexx
L'obbligo di denuncia da parte dei medici non puo' costituire in alcun modo
un deterrente all'immigrazione clandestina e non credo possa far sperare in
un maggior controllo sanitario.
Piu' che l'obbligo di denuncia, si tratta della rimozione del divieto.
Post by Alexx
Se io fossi un immigrato clandestino e fossi
malato, se avessi paura di essere denunciato, non mi presenterei ad un
medico, oppure cercherei un medico che mi curasse a pagamento...
probabilmente, pagando parecchio.
Il risultato di tutto cio' non penso che possa essere un maggior controllo
sanitario, ma proprio il suo contrario.
Cio' non significa che non si debba regolamentare l'immigrazione e non si
debbano effettuare controlli, anche per colpire la criminalita' e garantire
la sicurezza di tutti.
Pero' nei fatti, il voler mantenere lo status-quo impedisce il contrasto
all'immigrazione clandestina.
Un'immigrazione che non e' solo stimolata dal bisogno, ma anche da interessi
politici ed economici inconfessati.
L'Italia aveva gia' teoricamente chiuso con Craxi la questione dei danni di
guerra alla Libia. Poi, grazie a massicci sbarchi a Lampedusa, la Libia ha
ottenuto di riaprire la questione. C'e' poi l'interesse dei vari "cumenda"
ad assumere lavoratori in nero, facendo peraltro concorrenza sleale anche
agli immigrati regolari.
Queste gente qui ci mette poco a far balenare agli occhi dei giovani
africani il miraggio dell'Italia, a metterli in mare su natanti in
condizioni tali che non dovrebbero nemmeno scostarsi dalla banchina del
porto, dopo erver loro ripulito le tasche: allora si' che questi diventano
davvero dei "disperati". E lo diventano ancora di piu', quando scoprono che
l'Italia non e' il paese della cuccugna, cure mediche gratuite e precedenza
nelle case popolari a parte.
Post by Alexx
Inoltre, non credo sia sensato promulgare una legge fidando completamente
nel buon senso delle persone per stabilire se e quando applicarla.
Ogni legge si affida al buon senso di chi la deve applicare.
Applicare alla lettera le legge realizza sempre quel principio del "summum
ius, summa iniuria", che ne rappresenta la negazione della sostanza.
Non spetta alla legge, ma proprio al buon senso degli individui stabilire se
chi si ha di fronte e' un povero diavolo o un farabutto pericoloso.
Se oggi agli individui fosse venuto a mancare il buon senso, beh allora
finita, nessuna legge ci puo' salvare.

Concludo dicendo che, secondo me, solo una societa' che si da' delle regole
e le rispetta, puo' essere veramente giusta e quindi, poi, veramente
"buona".
Il "buonismo", se di questo si tratta, rischia sempre di fare da mosca
cocchiera agli interessi forti degli sfruttatori dei clandestini o di coloro
che mandano allo sbaraglio in mare aperto donne e bambini, solo per fa
arrivare una minacciosa cartolina al nostro governo. Il "buonismo" rischia
poi di "fare fessi" tutti gli italiani e gli stranieri che vivono in Italia
seguendone e rispettandone le regole.

Ciao

Marco
Scienza per l'Uomo
2009-03-26 10:52:56 UTC
Permalink
ciao Marco , con la legge attuale al pronto soccorso non viene chiesto a
nessuno un documento...
ne ad italiani ne a stranieri. porto spesso persone all'ospedale e lo
constato sempre.
con la legge in via d'approvazione (anche se pare che si vada verso una
rimodifica) tutti i medici potrebbero denunciare un irregolare che vada a
curarsi. E' ovvio che se uno sa che può essere denunciato, anche se il
medico non è obbligato,
non ci va dal medico.
Sul momento forse si risparmia, ma basterà la prima epidemia di una
qualsiasi malattia nascosta che si sviluppi e diffonda che i risparmi
verranno persi. E non necessariamente si parla di malattie importate, spesso
si ammalano qui di malattie "nostre" che non avevano al loro paese. Forse
non si sa che gli immigrati che arrivano in Italia sono in genere i più
sani, perchè sono quelli che hanno resistito alla selezione del viaggi (c'è
uno studio del Ministero Della Salute al riguardo):
mi piacerebbe farvi raccontare il viaggio: si parte in 50 e si arriva in
5-10 gli altri muoiono nel deserto libico/marocchino...
Quando arrivi in Italia non ti interessa che non ti curino, importa essere
arrivati.
sono altri i disincentivi...
Se si vuole davvero lottare con la clandestinità bisogna che le ambasciate
italiane siano meno corrotte, basta pagare degli italiani per ottenere dei
visti di ingresso..., bisogna davvero poter rimpatriare subito tutti (ma
ogni rimpatrio costa alcune migliaia di euro), bisogna controllare le coste
(ma sapete quanto costa?)...
bisognerebbe quindi vedere se non ci costerebbe meno promuovere lo sviluppo
nei principali paesi di orgine.
A torino anni fa Comune e Caritas hanno aiutato alcune centinaia di persone
a rimpatriare dando loro dei soldi e promuovendo del lavoro nel loro
paese... costò qualche migliaio di euro e tutti erano contenti.
Alexx
2009-07-03 08:25:02 UTC
Permalink
Ciao!

Scusa se mi faccio vivo così in ritardo, ma ho avuto molte altre cose a cui
pensare e mi è rimasta "appesa" una risposta.

Perferisco, però, spostarmi su ipc, dal momento che mi pare ci sia un alto
rischio di finire decisamente OT. Credo, poi, di aver approfittato anche
troppo della pazienza dei moderatori.

Un abbraccio.

Alex
Marco S.
2009-07-06 08:17:37 UTC
Permalink
Post by Alexx
Ciao!
Scusa se mi faccio vivo così in ritardo, ma ho avuto molte altre cose a cui
pensare e mi è rimasta "appesa" una risposta.
Perferisco, però, spostarmi su ipc, dal momento che mi pare ci sia un alto
rischio di finire decisamente OT. Credo, poi, di aver approfittato anche
troppo della pazienza dei moderatori.
OK ti ringrazio.
Ho sottoscritto il NG it.politica.cattolici per partecipare alla
discussione.

Ciao

Marco
Alexx
2009-07-08 07:13:44 UTC
Permalink
Post by Marco S.
OK ti ringrazio.
Ho sottoscritto il NG it.politica.cattolici per partecipare alla
discussione.
Come non detto: il moderatore di ipc ha rifiutato il mio post.
Ciao!

Alex

Antoine
2009-03-25 00:05:23 UTC
Permalink
Post by FlyM
Post by Scienza per l'Uomo
se uno straniero malato sa che può essere
CUT
Post by FlyM
Il vietare la denuncia al medico del clandestino è un assurdo logico,
giuridico, umano e di buon senso: un controsenso.
Sì, però non cambierà le cose: tra meno di tre generazioni il 90%
dell'Europa sarà musulmano.


Antoine
Post by FlyM
--
Marco Voli
---
"Se fossimo trattati come meritiamo,
chi si salverebbe dalle frustate?"
Il Matto di Elsinore
Scienza per l'Uomo
2009-03-25 14:55:27 UTC
Permalink
ti contraddico, ma credo ti faccia piacere in questo caso, perchè la
tendenza all'islamizzazione si è ridotta notevolmente in Italia, dato che
l'immigrazione straniera ha rimpolpato le chiese di cattolici romeni,
polacchi, sudamericani e filippini che hanno superato abbondantemente negli
ultimi 3 anni l'immigrazione di origine islamica. E anche il tasso di
natalità è alto tanto quanto quello islamico...
A Torino, anche il Cardinal Poletto (fedelissimo al Papa) ha constatato che
alla domenica il 60% dei giovani che vanno a Messa sono stranieri:
messa cattolica romena 1500 presenze sotto i 35 anni.
messa cattolica filippina 400 presenze sotto i 35 anni
messa sudamericana 400-600 giovani
nigeriani 200 giovani
sfido a trovare parrocchie con 200 giovani... (al massimo 50-70)...

Credo che la sfida futura sia di integrare nelle parrocchie i nuovi
arrivati, curare l'evangelizzazione dei no cattolici, tra l'altro vi sono
migliaia di silamici, buddisti, induisti non praticanti....
Ma esiste qualcuno che li evangelizza (a parte i protestanti, i testimoni di
geova e i pentecostali)?
Antoine
2009-03-26 00:31:33 UTC
Permalink
Post by Scienza per l'Uomo
ti contraddico, ma credo ti faccia piacere in questo caso,
CUT

Scusa, a chi stai rispondendo?

Antoine
donquixote
2009-03-27 20:43:59 UTC
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Post by Scienza per l'Uomo
A Torino, anche il Cardinal Poletto (fedelissimo al Papa)
Unavox
CARDINAL POLETTO:
"A TORINO CI SONO I PICCHIATI DEL LATINO"
In un recente incontro con il clero giovane, dei primi dieci anni di
ordinazione sacerdotale, l'arcivescovo di Torino, il Card. Severino Poletto,
ha voluto unire la sua voce all'inopportuno coro dei "critici" del Motu
Proprio del Santo Padre Benedetto XVI, con il suo dire, non proprio
ecclesiale.

Il porporato si è premurato di "intimorire" i giovani preti,
mettendoli ben in guardia dal celebrare la Santa Messa nella forma
straordinaria del Rito Latino, dicendo: "La liturgia [.] non può essere una
stravaganza personale [...]. Mi auguro che nella diocesi di Torino nessuno
esca con queste richieste ".

Forse l'Eminenza ha dimenticato che il Motu Proprio sottrae
definitivamente alla discrezione dei Vescovi la "concessione" della Messa
Tridentina, affermando che essa non è che una delle due forme possibili ed
attuali del Rito Latino.

Come se non bastasse, con una grave caduta di stile, sono stati
definiti "picchiati" (Sic!) quelli che amano il latino, con esplicito
riferimento all'Arciconfraternita della Misericordia di Torino.
Ha affermato il Cardinale Poletto, davanti ai suoi giovani preti, in
formazione: "A Torino ci sono i picchiati del latino, quelli che vanno
alla Misericordia! "

Nessuno dei partecipanti alla Santa Messa domenicale presso la chiesa
tenuta dall'Arciconfraternita della Misericordia, si può riconoscere nella
"definizione" del Cardinale Poletto, che è priva di rispetto sia per le
persone sia per il loro sentimento religioso. Evidentemente siamo davvero
in un'epoca in cui si rispettano, giustamente, i pagani appartenenti ad
altre
religioni, mentre si scatena la più violenta avversione ideologica contro
i fratelli che, semplicemente, desiderano pregare il Signore Gesù.
Ma, soprattutto, una domanda sorge spontanea: che l'illustre porporato
non intenda dare del "picchiato del latino" anche al Sommo Pontefice, il
Papa Benedetto XVI, il quale è uscito con questa "stravaganza personale"?

Cara Eminenza, i "picchiati del latino", evidentemente, non sono solo
a Torino, ma anche a Roma, nella Santa Sede a cui Lei deve obbedienza.

--------------------------------------------------------------------------------

Un breve commento
Il Cardinale conosce bene i suoi rampolli, poiché non si sarebbe
preoccupato di convocare a parte i preti "giovani" se non avesse il sospetto
che almeno alcuni di loro potrebbero essere tentati di celebrare la S. Messa
tradizionale.
Un rapporto di fiducia alquanto strano, sia con i suoi presbiteri,
che lui stesso ha ordinati, sia con sé stesso!

In ogni caso, egli ha commesso un doppio errore.
Da un lato il suo rimbrotto verrà inteso dai probabili fautori della
S. Messa tradizionale come una conferma della necessità che qualcuno si
decida a celebrarla questa Messa rivalutata dal Santo Padre, se non altro
per dar seguito agli stessi auspici del Papa, magari proprio per contrastare
le incredibili opinioni personali di certi vescovi e di certi cardinali.
Dall'altro lato, il pesante intervento del Cardinale solleverà non
pochi interrogativi nell'ànimo dei restanti "giovani" preti. Essi sanno
infatti che il Cardinale usa ricordare che "la Chiesa sono io" (la Chiesa di
Torino, ovviamente) ed è inevitabile che finiscano col chiedersi se per caso
il Cardinale non esageri un po'. Che si sia messo in testa che lui è anche
la Chiesa a Roma ?!
Dopo quest'ultima uscita, chi scommetterebbe sul residuo prestigio
del Cardinale?

Come non stupirsi, poi, del richiamo del Cardinale circa "la liturgia
[che] non può essere una stravaganza personale"?
Chi è entrato in Duomo a Torino in questi ultimi tre anni ha potuto
godere dei risultati della "ristrutturazione" del presbiterio. Il luogo cioè
dove il Pastore della Diocesi celebra solennemente la liturgia pontificale
della Chiesa cattolica.
- Non solo è scomparsa la balaustra, orribile marchingegno che
"separava" il Cardinale dai fedeli.
- Non solo è stato aggiunto un bellissimo nuovo altare che ricorda da
vicino le pietre sacrificali dei Maya.
- Ma soprattutto è stato collocato davanti e in mezzo al vecchio
obsoleto "altar maggiore" un soppalco ben rialzato su cui è poggiato un
gigantesco sedile ove si introna regolarmente il Cardinale.
Finalmente i fedeli possono godere della sua vista proprio guardandolo
dal basso in alto, come si addice a sudditi fedeli.

I preti convocati si sono certo meravigliati che il Cardinale
definisse "picchiati del latino" i fedeli della sua Diocesi che da 18 anni
seguono la S. Messa tradizionale alla chiesa della Misericordia, ma
sicuramente perché non sono abituati a sentire le esclamazioni offensive che
il Cardinale rivolge a questi fedeli fin da quando è giunto a Torino, nel
1999. Chi lo conosce sa benissimo che il Cardinale si compiace spesso, per
esempio, di invitare i fedeli della Misericordia "a vergognarsi". E tutto
perché sono fedeli alla liturgia millenaria della Chiesa, cosa che a Lui non
passa neanche per l'anticamera del cervello.

Per ciò che riguarda il rapporto tra il Cardinale di Torino e il Papa,
i nostri amici si chiedono se per caso il Cardinale non pensi male
anche del Papa.
Evidentemente non sanno che il Cardinale è fra quelli che, obbedendo
ad un certo ordine di scuderia, si sono mobilitati, già più di un anno fa,
per cercare di impedire che Benedetto XVI pubblicasse il Motu Proprio
Summorum Pontificum cura.
Certo, è davvero ridicolo supporre che egli potesse anche solo pensare
di bloccare il Papa, ma ciò nonostante non si è affatto risparmiato per fare
la sua parte, nel suo piccolo. Da buon gregario ha portato la sua pietruzza
al cantiere.
Scienza per l'Uomo
2009-03-25 00:12:56 UTC
Permalink
Il medico è costretto dal giuramento di Ippocrate a curare tutti.
Quando curi una persona non devi pensare a chi è, questo è un principio
evangelico ma anche umano.
Se si presenta un mafioso all'ospedale non va curato perchè disonesto?
L'effetto della nuova normativa è uguale: meglio che non vieni dal dottore
perchè non sei in regola.

Non è dalla cure mediche che si lotta contro l'immigrazione clandestina.
Ma attenzione il tuo è un discorso politico.
Qui si parla di cultura cattolica.
E' più importante lottare contro la clandesitinità o curare i malati,
accogliere i poveri?
Attenzione non parlo di far finta di niente coi criminali, con chi delinque,
ecc..
Ma un clandestino, immigrato irregolare, chiamalo come vuoi... è vero non
rispetta una regola che è in qualche misura anche necessaria per regolare le
migrazioni, ma che non è un reato (neanche se lo ritenessero tale)...
cristianamente parlando che peccato sarebbe?

Tornando alla salute pubblica, sappi che tu o io troveremmo un medico per un
clandestino malato...
ma davvero ci sono tanti che non lo troverebbero e davvero i rischi per la
salute di tutti sarebbero maggiori.

Altra cosa: il medico anche con la attuale normativa è tenuto a segnalare le
persone curate (italiane e non ) che siano lese da probabili reati (ferite
d'arma da fuoco, moglie percossa dal marito, violenze sessuali).
Ricordiamoci che cure, famiglia e figli sono diritti umani slegati dalla
cittadinanza.
Sono diritti umani e sono valori che il Vangelo difende.
La politica può dire anche il contrario. Ma il Vangelo dice cose diverse.
donquixote
2009-03-27 20:43:32 UTC
Permalink
Post by Scienza per l'Uomo
Il medico è costretto dal giuramento di Ippocrate a curare tutti.
E chi è che vuole impedire ai medici di curare?
Post by Scienza per l'Uomo
Quando curi una persona non devi pensare a chi è, questo è un principio
evangelico ma anche umano.
Se si presenta un mafioso all'ospedale non va curato perchè disonesto?
Va curato e denunciato...
Post by Scienza per l'Uomo
L'effetto della nuova normativa è uguale: meglio che non vieni dal dottore
perchè non sei in regola.
Questo ragionamento non mi convince molto.
O si tratta di malattie lievi, e allora magari il clandestino cerca
di curarsi da sè, o si tratta di una malattia epidemica, molto grave
o mortale, e allora il clandestino, se non è matto, va a farsi curare pur
sapendo che forse (perchè c'è la facoltà, non l'obbligo di denuncia)
verrà rispedito in Patria.
Tra il perdere la vita, e il semplice rischio di dovere in Patria (con
la prospettiva di potere magari ritentare in seguito di tornare in Italia,
o in altri Paesi europei) credo che chiunque sceglierebbe l'ipotesi due.
Post by Scienza per l'Uomo
E' più importante lottare contro la clandesitinità o curare i malati,
accogliere i poveri?
Si può curare il clandestino e poi rispedirlo in Patria.
Dov'è la contraddizione?
Post by Scienza per l'Uomo
Attenzione non parlo di far finta di niente coi criminali, con chi
delinque, ecc..
Chi commette un reato è un criminale, uno che delinque...
Post by Scienza per l'Uomo
Ma un clandestino, immigrato irregolare, chiamalo come vuoi... è vero non
Post by Scienza per l'Uomo
rispetta una regola che è in qualche misura anche necessaria per
regolare le migrazioni, ma che non è un reato (neanche se lo ritenessero
tale)...
Se lo Stato stabilisce che l'immigrazione clandestina è un reato,
chi lo commette è un delinquente.
Post by Scienza per l'Uomo
cristianamente parlando che peccato sarebbe?
Non si devono confondere i peccati con i reati.
I reati li stabilisce lo Stato, e, tranne che il Magistero
disponga diversamente, il cattolico deve rispettare
le autorità dello Stato e obbedire alle sue leggi.
Post by Scienza per l'Uomo
Ricordiamoci che cure, famiglia e figli sono diritti umani slegati dalla
cittadinanza.
Non esiste un diritto naturale universale a violare il domicilio altrui,
o a introdursi illegalmente in altri Paesi.
Post by Scienza per l'Uomo
La politica può dire anche il contrario. Ma il Vangelo dice cose diverse.
Il Vangelo dice di dare a Cesare ciò che è di Cesare, se non viola i diritti
di Dio, e la Chiesa di Cristo insegna che bisogna obbedire alle autorità
politiche, e alle loro leggi, se non violano palesemente la retta ragione
o il diritto naturale.
1897 "La convivenza fra gli esseri umani non può essere ordinata e feconda
se in essa non è presente un'autorità legittima che assicuri l'ordine e
contribuisca all'attuazione del bene comune in grado sufficiente"
[Giovanni XXIII, Lett. enc. Pacem in terris, 46].

Si chiama "autorità" il titolo in forza del quale delle persone o delle
istituzioni promulgano leggi e danno ordini a degli uomini e si aspettano
obbedienza da parte loro.

1898 Ogni comunità umana ha bisogno di una autorità che la regga
[Cf Leone XIII, Lett. enc. Immortale Dei; Id., Lett. enc. Diuturnum
illud]. Tale autorità trova il proprio fondamento nella natura umana.
E' necessaria all'unità della comunità civica. Suo compito è quello
di assicurare, per quanto possibile, il bene comune della società.

1899 L'autorità, esigita dall'ordine morale, viene da Dio: "Ciascuno sia
sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio
e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone
all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio. E quelli che si
oppongono si attireranno addosso la condanna" ( ? Rm 13,1-2 )
[Cf ? 1Pt 2,13-17 ].
Cordiali saluti.
donquixote
2009-03-27 20:41:36 UTC
Permalink
Post by Scienza per l'Uomo
mi spiace dissentire, perchè il 99% dei post di donquixote sono furbi
Furbi?
Post by Scienza per l'Uomo
La lebbra qui da noi è curabilissima
La lebbra, qui da noi, era sparita da secoli....
Post by Scienza per l'Uomo
Non so cosa ci sia di cattolico in questi pregiudizi.
Quali pregiudizi?
Post by Scienza per l'Uomo
Questo non vuol dire che non si debbano applicare leggi contro la
criminalità o regolare al meglio l'immigrazione.
La legge riguardante i medici va appunto in questa direzione,
in concomitanza coll'introduzione del reato di di immigrazione
clandestina, già presente in numerose legislazioni occidentali
di paesi civilissimi, quali la Francia, la Germania, la Grecia,
l'Olanda, il Belgio e la Gran Bretagna.
Post by Scienza per l'Uomo
I cattolici regolano l'immigrazione per poter dare dignità a tutti, non
per paura di perdere il proprio benessere. Anzi se ce ne fosse bisogno,
noi cattolici dobbiamo essere disposti a ridurre il nostro benessere
condividendolo con i poveri.
Una cosa sono le scelte personali e private, altra cosa
le leggi statali e pubbliche.
Una cosa è la libera scelta di condividere i propri beni,
altra cosa è l'imporre forzatamente di "redistribuire" pure
i beni....dei dissenzienti.
Abbiamo visto le conseguenze, con annessi stermini "milionari",
della volontà redistributiva del comunismo marxista nei confronti
dei "poveri" proletari.
La nuova retorica prevede di spalancare le frontiere a tutto
e a tutti, ma sarebbe bene ricordarsi che la strada dell'inferno
spesso è lastricata di buone intenzioni.
Cordiali saluti.
Continua a leggere su narkive:
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