Discussione:
L' omosessualità è naturale perché si verifica negli animali?
(troppo vecchio per rispondere)
bruti
2003-08-12 10:07:58 UTC
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L'omosessualità è un comportamento "naturale" perché si verifica anche fra
gli animali?

Un errore, nel quale s'incorre spesso, sta nel ritenere di poter confrontare
il comportamento umano con quello puramente animale, come se si trattasse di
realtà omogenee.

Per esempio, se fra gli animali si verificano atti d'inaudita ferocia, come
l'uccisione dei propri piccoli, degl'individui più deboli o del partner dopo
l'accoppiamento, ciò non significa che gli uomini debbano regolare la
propria vita con le stesse modalità degli esseri viventi non dotati di
autocoscienza e di ragione. Le leggi con cui vanno regolati i comportamenti
umani sono di natura diversa e vanno cercate là dove Dio le ha scritte, cioè
nella natura umana.

Gli atti di tipo omosessuale che, in casi particolari, possono verificarsi
fra gli animali sono ancora di difficile interpretazione e gli studi in
materia sono soltanto agl'inizi.

Nelle specie che hanno uno scarso dimorfismo sessuale - cioè all'interno
delle quali esistono sì due tipi differenti per morfologia, fisiologia o
comportamento, ma questa differenza è ridotta - esiste l'incapacità di
riconoscere il sesso del partner e questo induce ad approcci e a
corteggiamenti di tipo omosessuale e porta i maschi a montare altri
individui dello stesso sesso con manifeste intenzioni copulatorie (1).

In molti uccelli e pesci, specie che non hanno grandi differenze fra i due
sessi, l'essere dominante - dice il medico austriaco Konrad Zacharias Lorenz
(1903-1989), fondatore dell'etologia, la disciplina biologica che studia le
abitudini e i costumi degli animali e l'adattamento delle piante all'
ambiente - reprime, fino al limite della soppressione, la sessualità
femminile e l'essere dominato reprime la sessualità maschile: non bisogna
dimenticare che per gli animali l'essenza della femminilità consiste nell'
essere sottomesso, cioè "messo sotto" in senso propriamente fisico (2).

Molti pesci - per esempio i labridi della specie Thalassoma bifasciatum -
iniziano la vita come femmine e costituiscono banchi di sole femmine,
guidati da un maschio. Se il maschio viene tolto dal gruppo, la femmina più
robusta cambia colore e si trasforma in un maschio, che domina il gruppo ed
è capace di fecondare. Fra i pesci pagliaccio - Amphiprion - una coppia
dominante inibisce la crescita degli altri membri. Se viene tolta la
femmina, il maschio suo compagno si trasforma in femmina e dal gruppo d'
individui indifferenziati un pesce si sviluppa in maschio (3).

Fra i piccioni possono formarsi coppie di tipo omosessuale: il piccione
dominante impersona la parte maschile e quello dominato la parte femminile
(4).

Anche fra le oche i sessi non presentano grandi differenze esterne; così si
può dare un legame fra due maschi che si comportano come una coppia, ma con
una particolarità: a ogni primavera essi provano ad accoppiarsi, ma entrambi
rifiutano di essere montati. Una femmina può inserirsi fra loro e
accoppiarsi con uno o con entrambi: la coppia di maschi, che può avere una
femmina in comune, sarà superiore in combattimento alle coppie normali
perché il potenziale di combattimento di due maschi è superiore a quello di
una coppia (5).



Qual è il significato degli atti di tipo omosessuale che si verificano nei
mammiferi?

L'etologo austriaco Irenäus Eibl-Eibesfeldt spiega che nei mammiferi,
animali che presentano un elevato grado di specializzazione e di dimorfismo
sessuale, l'atto di montare un individuo dello stesso sesso ha il
significato di una minaccia d'aggressione o vuol essere un'affermazione di
superiorità di rango. Fra i macachi, per esempio, tale azione ha anche il
significato di accettazione di un ordine all'interno del gruppo, che serve a
rafforzarne i vincoli. Il macaco superiore di rango è in genere il primo a
montare, ma spesso anche gl'individui di rango inferiore lo montano a loro
volta: lo zoologo statunitense Carl Buckingham Koford (1915-1979) paragona
queste manifestazioni al saluto militare (6).

La zoologa Isabella Lattes Coifmann spiega che, quando due babbuini maschi s
'incontrano, si salutano voltando il posteriore al compagno: si tratta di un
'offerta sessuale di tipo femminile con funzione di acquietare l'altro, d'
ingraziarselo e di assicurarsi la sua protezione in caso di necessità (7).

La stessa zoologa riferisce che i bonobo - detti anche scimpanzé nani -
praticano accoppiamenti normali, incestuosi e omosessuali in tutte le
circostanze della vita. Queste manifestazioni sono continue, ma
rappresentano una strategia per bloccare l'aggressività altrui, per
allentare le tensioni che si producono nel gruppo e per mantenere la
coesione: infatti, i maschi giungono all'eiaculazione solo se hanno per
partner una femmina sessualmente matura (8).

Il comportamento sessuale animale è determinato anche dalle fasi dell'
imprinting, cioè della formazione comportamentale, e le esperienze dell'
imprinting possono essere "errate": per esempio, alcuni uccelli, allevati
fin da piccoli da esseri umani, tentano l'accoppiamento con essi anche a
dispetto d'intervenute convivenze con congeneri (9).

Inoltre, non bisogna dimenticare che certi meccanismi comportamentali
animali non sono sempre finalizzati alla sopravvivenza dell'individuo o
della specie, ma possono manifestare patologie e devianze da eccesso o da
carenza di funzione, le quali portano anche a squilibri distruttivi (10).



( Bruto Maria Bruti)



Bibliografia

(1) Cfr. Francesco Le Moli, voce Omosessualità, in Danilo Mainardi (diretto
da), Dizionario di etologia, Einaudi, Torino 1992, pp. 528-530.

(2) Cfr. Konrad Lorenz, Lorenz allo specchio. Autoritratto inedito del padre
dell'etologia, con introduzione di Richard I. Evans, trad. it., con
presentazione di Vittorio Somenzi, Armando, Roma 1989, pp. 61-62.

(3) Cfr. Irenäus Eibl-Eibesfeldt, I fondamenti dell'etologia. Il
comportamento degli animali e dell'uomo, trad. it., nuova ed. ampliata,
Adelphi, Milano 1995, p. 614.

(4) Cfr. K. Lorenz, op. cit., p. 64.

(5) Cfr. ibidem.

(6) Cfr. I. Eibl-Eibesfeldt, I fondamenti dell'etologia, il comportamento
degli animali e dell'uomo, cit., p. 247; e Idem, Amore e odio. Per una
storia naturale dei comportamenti elementari, trad. it., Adelphi, Milano
1996, p. 46.

(7) Cfr. Isabella Lattes Coifmann, L'amore? Gli animali lo fanno così,
Rizzoli, Milano 1995, p. 8; e I. Eibl-Eibesfeldt, I fondamenti dell'
etologia, il comportamento degli animali e dell'uomo, cit., pp. 242-243.

(8) Cfr. I. Lattes Coifmann, op. cit., p. 236.

(9) Cfr. I. Eibl-Eibesfeldt, Amore e odio. Per una storia naturale dei
comportamenti elementari, cit., pp. 43 e 123 in nota.

(10) Cfr. K. Lorenz, L'ostilità tra generazioni e le sue probabili cause
etologiche, in Idem, op. cit., pp. 175-212 (pp. 183-184).
dr. Zeno Pagliai
2003-08-13 16:39:19 UTC
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Post by bruti
L'omosessualità è un comportamento "naturale" perché si verifica anche fra
gli animali?
E che vuol dire che siccome "lo fanno" gli animali "lo possiamo
fare" anche noi ?

Mi pareva che ci fosse una differenza tra noi e gli animali, mi
sbagliavo, vuol dire che la prossima volta che mi capita a tiro una
vecchietta le do una botta in testa e gli rubo la borzetta. Anche
gli animali si rubano naturalmente il cibo!

Bah !

zeno38 omosessualità
Sebastiano
2003-08-14 23:08:10 UTC
Permalink
"dr. Zeno Pagliai" wrote:
....
Post by dr. Zeno Pagliai
Mi pareva che ci fosse una differenza tra noi e gli animali, mi
sbagliavo, vuol dire che la prossima volta che mi capita a tiro una
vecchietta le do una botta in testa e gli rubo la borzetta. Anche
gli animali si rubano naturalmente il cibo!
raramente gli animali fanno violenza verso i loro simili.
Può succedere che nel ritale degli accopiamenti lo scontro tra i
maschi sia violento, ma anche in questo caso raramente lo scontro
è mortale.
Questo perchè gli animali sono esenti dal vizio, dalla lussuria,
dall'odio, ma seguono solo ciò che è loro necessario per vivere
(es. rubare il cibo per sfamarsi).
Per contro l'uomo ruba non solo per sfamarsi, ma anche per la
cupidigia dell'avere di più, per il gusto di sentirsi forti verso
i deboli, etcetera.

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