Discussione:
Non si muove foglia, che DIO non voglia (o almeno che non consenta)
(troppo vecchio per rispondere)
Rafminimi
2016-04-21 12:31:09 UTC
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Massimo Viglione

2769 anni.
"Non si muove foglia che Dio non voglia", dice un famoso adagio della
saggezza popolare.
Appunto. Come si può immaginare che per 800 e passa anni un solo popolo, che
al suo inizio era una congrega di pastori agguerriti e piuttosto assassini
che occupava poco più di un colle, abbia sistematicamente vinto ogni guerra,
vincendo anche quando perdeva? E che tutto questo, per 8 secoli e oltre, è
avvenuto... senza la volontà e il permesso di Dio?
E' assolutamente impossibile. E' ovvio che tutto quanto avvenne, avvenne
perché era idea della Mente divina.
E perché Dio ebbe questa idea? La risposta, per noi che viviamo dopo, è
altrettanto ovvia. Risiede tutta nei secoli successivi a quegli 800 anni,
sia quando ancora l'Impero era in vita, sia soprattutto dopo la sua caduta
(nella parte occidentale), sia, ancora più, con la sua rinascita. La
risposta risiede appunto in ciò che esso doveva contenere. Come il popolo
eletto fu eletto - nonostante tutti i suoi continui e brutali tradimenti -
da Dio per conservare il "gene" da cui doveva nascere il Salvatore e per
dare al mondo il Decalogo della Legge divina e naturale, così Roma fu voluta
e permessa per creare la "casa" della Chiesa del Salvatore e "conservare" il
Deposito della Fede e della Verità. Come privilegio ulteriore, le fu dato
quello di donare al mondo il Diritto, la civiltà, la gloria, il senso della
comune esistenza, l'eredità culturale della classicità, come sintesi anche
della spiritualità di Gerusalemme e del Logos di Atene.
Tutto quanto ho scritto in poche righe, che meriterebbe centinaia di libri
di esplicazione, oggi è sentito solo come una ridicola barzelletta di
visionari patetici come il sottoscritto (e immagino quanti ora stiano
sorridendo ironicamente). Perché oggi sono i giorni del rinnegamento di
tutto questo. Sono i giorni dei barbari, infinitamente peggiori dei barbari
che posero fine all'Impero per poi farlo rinascere ancora più bello e
divino, come Sacro Romano Impero.
Noi invece siamo figli di tutto questo. Ma non solo e non tanto per nascita,
quanto per adesione dell'anima. Chi comprende e aderisce, è figlio. Chi non
comprende o non aderisce, è figlio di altro.


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Marco O. dal quark bunga bunga
2016-04-21 15:44:08 UTC
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Post by Rafminimi
Come il popolo
eletto fu eletto - nonostante tutti i suoi continui e brutali tradimenti -
da Dio per conservare il "gene" da cui doveva nascere il Salvatore e per
dare al mondo il Decalogo della Legge divina e naturale, così Roma
La Bibbia non ne parla.

M.
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Rafminimi
2016-04-21 17:48:20 UTC
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Raw Message
Post by Marco O. dal quark bunga bunga
La Bibbia non ne parla.
M.
A parte il fatto che ne parla Sant'Agostino; a parte il fatto che,
implicitamente/indirettamente lo suggerisce proprio un versetto biblico,
quello in cui San Paolo afferma che in Gesù non vi è più ne' greco, ne'
giudeo, ma omettere di aggiungere "non vi e' Romano"; a parte che la Chiesa
e' superiore alla Bibbia; a parte tutto cio' (e molto altro), ecco ciò che
ne dice un famoso studioso PROTESTANTE:

Una pagina di un grande giurista tedesco (protestante) dell'Ottocento,
Rudolf Jhering, nel suo classico testo: "Spirito del diritto romano" (Geist
des roemischen Rechts, 1873 3a ed.)/
"Roma ha imposto leggi al mondo per tre volte, per tre volte ha unito i
popoli. La prima volta, quando il popolo romano era nel pieno della sua
forza, nell'unita' dello Stato; la seconda, scomparso quel popolo,
nell'unita' della Chiesa; la terza, con la recezione del diritto romano nel
Medio Evo, con l'unita' del diritto. La prima volta con il giogo esteriore
della potenza delle armi; le altre due con la potenza dello spirito. Detto
in breve, il significato e la missione di Roma nella storia mondiale
consiste nel superamento del principio di nazionalita' in una visione
universale. I popoli hanno sofferto duramente sotto il peso del giogo
materiale e spirituale con il quale Roma li ha irretiti, giogo che ha potuto
esser spezzato solo dopo lotte durissime. Ma il vantaggio che la storia ed
essi stessi ne hanno tratto, controbilancia i pesi che hanno dovuto
sopportare. Il risultato della prima lotta, sostenuta vittoriosamente da
Roma, fu la realizzazione dell'unita' del mondo antico. Le correnti della
cultura antica dovevano fondersi a Roma, affinche' la storia potesse far
nascere da questo punto nevralgico la nuova cultura cristiana: il dominio
mondiale romano trovo' la sua giustificazione nel Cristianesimo, al quale
apri' la strada. Infatti, senza la Roma pagana e accentratrice non ci
sarebbe nemmeno stata la Roma cristiana.
Il risultato della seconda signoria mondiale esercitata da Roma fu
l'educazione religiosa e morale dei nuovi popoli. Il popolo romano era
scomparso da molto tempo ma era proprio dal medesimo luogo che il mondo
riceveva per la seconda volta le proprie leggi, le quali nulla avevano in
comune con le leggi della Roma antica [erano infatti le leggi del Vangelo,
della morale cristiana - ndr]. Ma la terza volta, quando i nuovi popoli
presero da Roma le loro leggi, era la Roma antica che le dava [si tratta
della rinascita del diritto romano nel M. Evo]. Era una parte dell'autentica
vita e mentalita' romane che ritornava a nuovo splendore, la parte piu'
valida ed originale di tutto cio' che il popolo romano ha lasciato ai
posteri nell'arte e nella scienza...Un fenomeno veramente singolare! Un
diritto morto che rinasceva a nuova vita; un diritto in lingua straniera,
accessibile solo ai dotti, che incontrava dappertutto resistenza e che
tuttavia riusciva ad aprirsi la strada con forza e a trionfare..."


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