Discussione:
vere riflessioni da fare sul matrimonio
(troppo vecchio per rispondere)
Rafminimi
2015-12-08 18:23:40 UTC
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http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/03/altro-che-crisi-quella-del-matrimonio-e-una-disfatta/

.. Settimo Cielo
di Sandro Magister
03 dicAltro che crisi. Quella del matrimonio è una disfatta
"Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur". Non risulta che qualche padre
sinodale abbia citato Tito Livio, nelle tre settimane di discussione sulla
famiglia. Ma quella celebre frase sarebbe stata più che mai appropriata.
Perché mentre si attende con ansia il pronunciamento di papa Francesco sulla
comunione ai divorziati risposati, il matrimonio sta correndo verso
l'estinzione. E non solo dove la secolarizzazione ha fatto il deserto, ma
anche in un paese universalmente definito familista e cattolico come
l'Italia.
A richiamare la cruda realtà dei fatti è il fulminante articolo che segue. È
uscito pochi giorni fa su "L'Osservatore Romano" e ne è autore un demografo
italiano di prima grandezza, non cattolico. Assolutamente da leggere.

*
NON È UNA SEMPLICE CRISI

di Roberto Volpi

Anno 2009, in Italia: matrimoni celebrati 230.613. Anno 2014: matrimoni
celebrati 189.765. Stavamo messi male nel 2009, stiamo messi peggio, inutile
girarci attorno, cinque anni dopo. Negli ultimi cinque anni si sono persi
quarantamila matrimoni, pari al diciotto per cento degli stessi.
Sbagliano quanti vedono negli ultimi dati ISTAT su matrimoni e divorzi la
certificazione della crisi del matrimonio. Quella del matrimonio è stata in
Italia una vera e propria rotta, un rompete le righe, un liberi tutti, non
una semplice crisi. E viene da lontano.
Il matrimonio in Italia non ha retto al divorzio. O, se vogliamo essere più
precisi, ha retto al divorzio in una misura estremamente più debole che in
pressoché tutti gli altri Paesi dell'Europa occidentale: questa è la
semplice verità da cui partire.
Dalla seconda metà degli anni Settanta dello scorso secolo è un continuo
precipitare. Ancora nel 1973, anno precedente il referendum sul divorzio, i
matrimoni, in una popolazione di alcuni milioni inferiore all'attuale, erano
stati oltre 418.000, dei quali 386.000 celebrati con rito religioso, scesi
oggi a 108.000, cosicché se negli ultimi quarant'anni i matrimoni hanno
perso il cinquantacinque per cento la perdita di quelli religiosi ha toccato
l'ottantadue per cento, oltre i quattro quinti della loro consistenza.
Perdita ch'è stata ancora maggiore nelle regioni del nord dove, oggi, c'è
poco più di un matrimonio religioso l'anno ogni mille abitanti.
Il matrimonio religioso nelle regioni più ricche, moderne, avanzate anche
culturalmente d'Italia è già oggi ridotto al lumicino. A Milano siamo a 0,8
matrimoni l'anno celebrati in chiesa ogni mille abitanti, senza meno il
valore più basso di tutto il mondo cattolico.
Questo è il quadro. Che mette ulteriormente in rilievo due sue
caratteristiche: lo scivolamento a grandi passi verso l'inconsistenza del
matrimonio religioso ma anche, e al tempo stesso, l'incapacità del
matrimonio civile, in contrazione a sua volta, di attrarre nella sua orbita
anche soltanto una modesta quota dei mancati matrimoni religiosi.
In altre parole: è l'istituzione del matrimonio in se stessa a essere
sprofondata in Italia in una crisi che appare senza ritorno, e di questo
sprofondare fa le spese in modo soverchiante il matrimonio religioso,
destinato a questi ritmi a scomparire letteralmente nel giro dei prossimi
due-tre decenni.
Se vuole fare una riflessione sulla famiglia, la Chiesa cattolica non può
non partire da qui. La forma famiglia passa sempre meno attraverso il
matrimonio per la sua costituzione. Si fa famiglia a prescindere dal
matrimonio, senza matrimonio, non soltanto senza il matrimonio religioso ma
anche senza quello civile. Un fenomeno assai più massiccio di quanto non sia
mediamente in Europa, dove pure non si scherza in fatto di crisi del
matrimonio.
Questo è il primo elemento che caratterizza la situazione in Italia. Il
secondo è invece assai poco ricordato. Il crollo del matrimonio non ha
lasciato le cose invariate in fatto di famiglie, neppure dal punto di vista
strettamente quantitativo. C'è molta meno famiglia, oggi in Italia.
Non c'è stata affatto una compensazione dei matrimoni grazie a convivenze e
coppie di fatto, né compensazione dei figli, come si lascia credere. Negli
ultimi due-tre decenni a vincere, aumentando in misura quasi esponenziale,
sono state soltanto le famiglie unipersonali, ovvero quelle composte da una
sola persona, ovvero ancora le non famiglie, arrivate alla cifra di 7,7
milioni due anni fa, oggi probabilmente attorno agli otto milioni
(attenzione, cinque milioni di queste sono di veri celibi/nubili, persone
mai sposate né divorziate). E questo mentre le coppie, comprensive di quelle
non unite in matrimonio, sono appena 13,7 milioni in una popolazione di
sessantuno milioni, delle quali ben cinque milioni senza figli.
Al precipitare del matrimonio ha dunque corrisposto, in Italia,
l'affievolirsi
della densità di famiglia e la riduzione della famiglia a forme sempre più
vistosamente nucleari.
Terzo elemento, forse il più sconcertante e ignorato. L'età media della
donna al matrimonio è arrivata a sfiorare i 33 anni (32,6). L'età media
della donna al parto (non solo del primo figlio, dei figli di qualsiasi
ordine) è pari a 31 anni. Tra la nascita del figlio e il matrimonio
c'è dunque oltre un anno di differenza: ma a venire prima di oltre un anno è
il figlio, non il matrimonio.
Insomma, eccoci al punto, il paradossale divario tra la più alta età media
al matrimonio e la più bassa età media della donna alla nascita dei figli
certifica l'ormai avvenuta separazione tra la nascita dei figli e il
matrimonio: i figli non si fanno più in costanza di matrimonio, come si suol
dire tecnicamente, e com'era fenomenologicamente fino a tre-quattro decenni
fa.
E in questo rovesciamento del paradigma che vuole il figlio successivo al
matrimonio c'è anche, se non soprattutto, il riflesso dell'estrema
separazione, ormai avvenuta, tra i rapporti sessuali da un lato e i figli,
dall'altro.




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marmellata23
2015-12-08 19:07:44 UTC
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Raw Message
On Tue, 8 Dec 2015 19:23:40 +0100
Post by Rafminimi
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/03/altro-che-crisi-quella-del-matrimonio-e-una-disfatta/
Io mi chiedo le conseguenze per la possibilita' di una vita
appagante nella popolazione di questi numeri. Ci vedo tanta solitudine e
insoddisfazione e il fallimento dei modelli educativi della nostra
societa'. Chi ha messo inimicizia tra uomo e donna?
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marmellata23 <***@yahoo.it>
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