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Benvenuti a casa KAFKA
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Rafminimi
2016-01-22 19:07:42 UTC
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http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/01/sulla-sorte-dei-tribunali-ecclesiastici_22.html#more

Non c'è pace in Italia per i tribunali ecclesiastici regionali, quelli che
amministrano le cause di nullità matrimoniale. Dopo un rescritto pontificio
che ne ha predisposto il disarmo, ecco una lettera circolare del segretario
della conferenza episcopale Nunzio Galantino che dà il disarmo per già
fatto, prima ancora che siano nati i tribunali diocesani destinati a
sostituirli.
"Reverendissimo Monsignore [
http://www.iuscanonicum.it/wp-content/uploads/2016/01/Circolare_CEI_prot._n._853_2015.pdf
]."
Porta la data del 17 dicembre ed è indirizzata ai vicari giudiziali dei
tribunali ecclesiastici regionali. È tanto breve quanto confusa. Quelli che
Galantino definisce "punti fermi", ad esempio, sono più che mai traballanti.
Vi si legge che si dovrà provvedere alla "ricollocazione" del personale dei
tribunali in disarmo (dove? quando? come?) e fare in modo che i processi
siano "gratuiti" (invece che semigratuiti come sono già: ma con quali nuovi
esborsi da parte della CEI per i compensi di giudici e avvocati? e come? da
quando?).
Che la confusione regni sovrana devono averlo capito i vescovi della
conferenza episcopale lombarda, che il 15 gennaio hanno comunicato, al
termine della loro sessione invernale:
"Il primo tema all'ordine del giorno è stato il confronto sull'entrata in
vigore del motu proprio di papa Francesco 'Mitis judex Dominus Jesus'.
"Monsignor Paolo Bianchi, vicario giudiziale del tribunale ecclesiastico
regionale lombardo, ha guidato il confronto sulle conseguenze del motu
proprio sulle istituzioni giudiziarie ecclesiastiche, sulle cause in corso e
sulle procedure da avviare. I vescovi delle diocesi lombarde, al termine del
dibattito, hanno deciso di restare affiliati al tribunale ecclesiastico
regionale, con modalità da stabilire alla luce delle nuove disposizioni".
Lo stesso hanno deciso i vescovi delle Marche, che in un comunicato del 20
gennaio hanno fatto sapere "di mantenere per ora il tribunale ecclesiastico
regionale tuttora regolarmente in funzione... in attesa di ulteriori
necessarie comunicazioni da parte della Santa Sede".
Niente tribunali diocesani, quindi, in Lombardia e nelle Marche, ma tutti
ancora attaccati al rispettivo tribunale regionale. Che però secondo
Galantino ha già tirato l'ultimo respiro.
Per una valutazione competente di questo stato di disordine non resta che
ridare la parola al canonista Guido Ferro Canale, che sulla materia si è già
esercitato brillantemente su www.chiesa:
* * *
BRUCIANO I PASCOLI E LA CHIAMANO "PASTORALE"
di Guido Ferro Canale


La recente, ma già travagliata riforma dei processi di nullità matrimoniale,
dopo la querelle in Vaticano tra il cardinale Francesco Coccopalmerio e
monsignor Pio Vito Pinto sulla sopravvivenza o meno dei tribunali
ecclesiastici regionali d'Italia, vede ora un inopinato intervento della
conferenza episcopale italiana impersonata dal suo segretario Nunzio
Galantino. Dando retta al quale l'Italia verrebbe a trovarsi priva di
giudici ecclesiastici regolarmente funzionanti.


Il rescritto pontificio del 7 dicembre scorso, alla vigilia delle entrata in
vigore delle nuove norme, ha chiarito che esse "abrogano o derogano" le
precedenti, inclusa la legge istitutiva dei tribunali regionali italiani. Il
che pareva consentire la loro sopravvivenza - con deroga alla competenza
esclusiva - accanto ai tribunali diocesani, che si sarebbero potuti
costituire via via.


Non è stato di questo avviso, però, monsignor Galantino, che in pratica ha
cancellato l'alternativa "o derogano". Secondo lui, infatti, il rescritto di
papa Francesco ha stabilito che il motu proprio "Qua cura" di Pio XI
istitutivo dei tribunali regionali in Italia semplicemente "è abrogato.".


Ma, se questo è vero, i tribunali esistenti non possono più ricevere cause.
Ed è perlomeno molto dubbio se possano decidere quelle pendenti, perché il
codice di diritto canonico non prevede nulla in tal senso e il giudice deve
essere tale nel momento in cui decide. Un giudice nominato, poniamo, dal
patriarca di Venezia non dovrebbe più avere competenza - a partire dall'8
dicembre 2015, data dell'entrata in vigore delle nuove norme - a decidere
cause di altre diocesi, perché è venuta meno la legge pontificia in forza
della quale il patriarca nominava giudici anche per altre sedi (si noti che
né il dubbio né l'errore comune suppliscono alla mancanza di potestà
giudiziale). Quindi, con buone probabilità, le sentenze pronunciate dai
tribunali ecclesiastici regionali dopo l'8 dicembre sono nulle, perché
emesse da soggetti senza potere (cfr. can. 1620, nn. 1 e 2).


Ciascun vescovo, sempre secondo la circolare di monsignor Galantino,
dovrebbe costituire il proprio tribunale diocesano o accordarsi con altri
vescovi per crearne uno interdiocesano. Ma si tratterebbe sempre di
strutture "ex novo", e di conseguenza il tribunale regionale lombardo,
nonostante il comunicato dei vescovi della regione, non è sopravvissuto e
non risorgerà fino a che non sarà stato emanato, in tal senso, un decreto
formale, approvato dalla Sede Apostolica (cfr. can. 1423). E così il
tribunale regionale marchigiano. Che io sappia, finora nessun vescovo, in
Italia, ha costituito un tribunale diocesano.


Risultato? Non si sa se le sentenze ora in corso di deposito siano vere
sentenze. Non si sa chi debba giudicare i processi in corso. Non si sa
davanti a chi introdurre quelli nuovi.


Il primo dubbio è destinato ad attirare presto l'attenzione dei giudici
statali, che, prima di riconoscere effetti civili alle sentenze di nullità
del matrimonio canonico, sono tenuti ad accertare che provengano dai
"tribunali ecclesiastici competenti" (cfr. art. 8 del nuovo Concordato),
senza essere vincolati all'attestazione di regolarità rilasciata dalla
segnatura apostolica. Il rischio di una raffica di pronunce negative è
concreto, data la diffusa ostilità dei magistrati italiani verso questa
forma di concorrenza.
A questo punto, solo il dicastero vaticano che finora è stato il grande
assente dalla querelle ha l'autorità per smentire l'interpretazione di
Galantino. Ed è il supremo tribunale della segnatura apostolica.


Ad esso spetta vigilare sulla retta amministrazione della giustizia e, in
forza del Concordato, verificare che le sentenze da sottoporre al vaglio dei
giudici italiani soddisfino tutti i requisiti.


Capirà almeno la segnatura che gli intenti "pastorali" della riforma non
impongono di bruciare tutti i pascoli esistenti senza che ancora ve ne siano
di nuovi?
Pubblicato da mic alle 15:08 Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su
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9 commenti:
Anonimo ha detto...
Bergoglio per la prima volta ha citato Pio XII!!!!! E' quasi un evento
storico!

P.S.: Si vede chiaramente che il discorso alla Sacra Rota non è opera sua,
perché appare fin troppo ortodosso. Anche perché smentisce il m.p. ed i suoi
precedenti allorché parla della fede.

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/january/documents/papa-francesco_20160122_anno-giudiziario-rota-romana.html




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pgm
2016-01-22 22:19:41 UTC
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Post by Rafminimi
tribunali ecclesiastici regionali.
Che la confusione regni sovrana
I vescovi delle diocesi lombarde, al termine del
BRUCIANO I PASCOLI E LA CHIAMANO "PASTORALE"
di Guido Ferro Canale
La recente, ma già travagliata riforma
dei processi di nullità matrimoniale,
giudici ecclesiastici regolarmente funzionanti.
P.S.: Si vede chiaramente che il discorso alla
Sacra Rota non è opera sua,
perché appare fin troppo ortodosso.
sembra una persecuzione, un supplizio
e la Chiesa vorrebbe scrollarsi dogmi che
sono stati inventati ... ed ora non sa che fare
Il matrimonio è complesso e mutevole
e non è stato istituito a Cana

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Rafminimi
2016-01-22 22:28:54 UTC
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Il matrimonio è complesso e mutevole e non è stato istituito a Cana
Lo ha istituito DIO Padre in persona, nel Paradiso Terrestre. E si tratta
dell'unico Sacramento che sarebbe esistito anche senza il peccato originale.


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Rafminimi
2016-01-22 22:35:47 UTC
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UNA CLAMOROSA (E BENEDETTA) RETROMARCIA?

Nell'intervento di oggi alla Rota romana, papa Francesco ha avuto un
passaggio che immediatamente è stato rilanciato dai media per il suo impatto
nell'attualità:
"Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha
concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in
spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento
sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha - tra l'altro - indicato al mondo
che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro
tipo di unione".
Immediatamente è stato messo in relazione con la discussione al Parlamento
italiano sulle unioni civili e con il prossimo Family Day.
Di per sé queste parole del Papa potrebbero ancora essere interpretate in
senso ambiguo, ma il momento scelto induce a dare l'interpretazione
migliore, cioè contro la legge Cirinnà.
Però si attende la conferma dei fatti.
Si attende, da parte del Papa, o l'appoggio esplicito al Family Day (che
sarebbe auspicabile) o almeno il via libera alla Cei di Bagnasco (che metta
fine allo strapotere del portaordini bergogliano Galantino, sempre contrario
al Family Day).
Evidentemente il popolo cristiano si è sollevato contro la Cirinnà in modo
così massiccio da indurre papa Bergoglio, fine calcolatore politico, ad
ascoltare piuttosto Bagnasco che Galantino.
E/o le molte preghiere, hanno ottenuto la grazia dell'illuminazione dei
piani alti del Vaticano... Un miracolo!
C'è inoltre un altro punto dell'intervento del papa che è passato
inosservato, ma che mi sembra di grande importanza, perché corregge uno dei
passi più ambigui e più pericolosi del Motu proprio sugli annullamenti
matrimoniali.
Ecco cos'altro ha detto oggi il papa:
."È bene ribadire con chiarezza che la qualità della fede non è condizione
essenziale del consenso matrimoniale, che, secondo la dottrina di sempre,
può essere minato solo a livello naturale (cfr CIC, can. 1055 § 1 e 2).
Infatti, l'habitus fidei è infuso nel momento del Battesimo e continua ad
avere influsso misterioso nell'anima, anche quando la fede non è stata
sviluppata e psicologicamente sembra essere assente. Non è raro che i
nubendi, spinti al vero matrimonio dall'instinctus naturae, nel momento
della celebrazione abbiano una coscienza limitata della pienezza del
progetto di Dio, e solamente dopo, nella vita di famiglia, scoprano tutto
ciò che Dio Creatore e Redentore ha stabilito per loro. Le mancanze della
formazione nella fede e anche l'errore circa l'unità, l'indissolubilità e la
dignità sacramentale del matrimonio viziano il consenso matrimoniale
soltanto se determinano la volontà (cfr CIC, can. 1099). Proprio per questo
gli errori che riguardano la sacramentalità del matrimonio devono essere
valutati molto attentamente".
Si tratta, mi pare, della dottrina cattolica di sempre, ma è sorprendente
sentir dire oggi queste cose a papa Bergoglio, e nella sede più solenne,
perché a me pare che questo corregga il suo Motu proprio o almeno ne limiti
le possibili conseguenze devastanti, limiti cioè quegli "annullamenti" per
"carenza di fede" che sarebbero stati veri e propri "divorzi".
Tuttavia questo è solo un mio parere, da non addetto ai lavori. Posso
sbagliarmi.
Dunque aspetto di leggere i pareri degli esperti. Perché in questo campo,
molto delicato e molto complesso, ogni parola ha un peso enorme. Quindi la
valutazione va ponderata con prudenza e competenza.
Anche perché il Motu proprio e il Rescritto restano, oltretutto stanno
provocando già colossali problemi organizzativi e applicativi. In
conclusione: se sono rose devono fiorire portando a una modifica sostanziale
del Motu proprio e del rescritto.
Antonio Socci




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pgm
2016-01-26 07:11:20 UTC
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Post by Rafminimi
UNA CLAMOROSA (E BENEDETTA) RETROMARCIA?
Nell'intervento di oggi alla Rota romana,
del Motu proprio e del rescritto.
che ci entrno kafka, frieda & C

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