Discussione:
Volpi si rimangia l'accordo
(troppo vecchio per rispondere)
Rafminimi
2015-02-20 08:33:42 UTC
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http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/02/la-lettera-del-commissario-volpi.html



venerdì 20 febbraio 2015
Volpi si rimangia l'accordo. Precisazioni conclusive
Da un po' di tempo in tutto il mondo il nome Fidenzio Volpi non ha più
bisogno di presentazioni: finirà suo malgrado nei libri di storia.


Il suo nome è stato recentemente associato alla cifra diVentimila Euro che
lo scorso giovedì 12 febbraio aveva accordato di risarcire ai familiari di
padre Manelli. Cioè per evitare un processo per diffamazione aveva raggiunto
un costoso «accordo transattivo»: immaginiamo che non lo abbia fatto per
autolesionismo ma per limitare i danni.
a.. Figuratevi dunque un religioso con voto di povertà che decide -
assistito dai suoi legali - che il minor danno è quello di pagare Ventimila
Euro di risarcimento, più le spese legali, più la pubblicazione delle scuse
(cioè «una precisazione concordata con la controparte») sul web e per
iscritto ai membri dell'Istituto.
Dato il suo incarico e la sua attività, era impensabile che la notizia dei
Ventimila Euro non divenisse presto di pubblico dominio. Specialmente alla
luce del fatto che erano stati in tantissimi, dal dicembre 2013 ad oggi, ad
essere convinti che si trattasse davvero di diffamazione (per esempio basta
leggere su Google News le notizie su "Fidenzio Volpi" da dicembre 2013 in
poi, non solo in lingua italiana).


Una volta raggiunto l'accordo il 12 febbraio, Volpi avrebbe potuto subito
pubblicare personalmente la notizia. Invece ha inspiegabilmente lasciato
passare qualche giorno.


Nel pomeriggio di domenica 15, citando il blog di Don Camillo, abbiamo qui
riportato la notizia. L'avremmo ritrovata confermata lunedì 16 su
Corrispondenza Romana, con molti dettagli in più - e con terminologia
giuridica più precisa.


Ma il bello viene adesso, con la lettera circolare di Volpi di mercoledì 18
a tutti i religiosi dell'Istituto dei Francescani dell'Immacolata. A costo
di tediare i lettori, dobbiamo per chiarezza far notare tutti i punti
salienti.


Anziché pubblicare le scuse «concordate con la controparte» come stabilito
dall'Organismo di Mediazione Forense del Tribunale di Roma il 12 febbraio (e
che perciò ha efficacia pari ad una sentenza), nella lettera circolare il
Volpi rincara la dose, affermando:
a.. che la diffusione della notizia avrebbe nientemeno che «l'evidente
scopo di far venir meno lo spirito di fraterna comunione instaurato
positivamente nell'Istituto» (ohibò! e in base a cosa formula tale accusa?
che c'entra la fraterna comunione nell'Istituto? starà mica cercando di
farci credere di avere una propensione a lanciare accuse senza fondamento?)
a.. che l'affermazione diffamatoria che gli è costata l'accordo da
Ventimila Euro più spese legali e pubbliche scuse non avrebbe «nessun
carattere di mendacità» e sarebbe «facilmente verificabile» (doppio ohibò!)
a.. che lui non avrebbe mai «ammesso, in alcuna sede... di avere espresso
calunnie e menzogne» (triplo ohibò! ma allora perché l'accordo consisteva in
ben Ventimila Euro più le spese legali e la pubblicazione delle scuse sul
web e per iscritto ai membri dell'Istituto?)
a.. che le pubbliche scuse consisterebbero in realtà solo in una
«precisazione concordata con la controparte» volta ad evitare «ulteriori
spese a carico dell'Istituto»:
1.. ma in caso di vittoria in Tribunale le spese legali le avrebbe
pagate la controparte, o sbaglio?
2.. delle affermazioni di Volpi è responsabile il solo Volpi o tutto
l'Istituto?
3.. quei famosi Ventimila Euro sarebbero stati a carico di Volpi oppure
a carico dell'Istituto?
Subito dopo Volpi accusa una imprecisata «pubblicazione elettronica» di aver
citato le parole del blog Don Camillo, in cui quest'ultimo - in una prima
frettolosa versione, poi rettificata in entrambe le pubblicazioni
elettroniche - aveva riportato la notizia in termini di "condanna" (termine
giuridicamente inesatto poiché non c'è stato un processo ma solo un accordo:
evidentemente non siamo tutti dotati di laurea in giurisprudenza).
a.. Tanto è bastato per far cambiare idea al Volpi proprio mentre si
accingeva a «dare esecuzione a quanto concordato».
A questo punto la lettera sfiora il comico: Volpi dichiara di aver dato
mandato ai suoi legali di«predisporre querela per il reato di diffamazione a
mezzo stampa nei confronti dei responsabili» (è così sicuro di non rischiare
altri Ventimila Euro? o sta forse tentando di dare l'impressione di avere la
querela facile e di arrischiare liti temerarie?)


Addirittura dichiara la volontà di non rispettare l'impegno preso il 12
febbraio, «per grave inadempimento della controparte». E di grazia, quale
sarebbe tale "grave inadempimento"? Volpi non lo dice. Querele di qua,
querele di là, accuse generiche, impegni presi e rimangiati... cosa vuole
farci capire con tutto questo?


E ci chiediamo infine: non ha pensato che la sua volontà di non rispettare
l'«accordo transattivo» del 12 febbraio porterà la questione in Tribunale
con «ulteriori spese a carico dell'Istituto» come da lui stesso temuto poche
righe prima nella sua stessa lettera?


E non possiamo non concludere con le considerazioni che seguono.
Se tecnicamente non si è trattato di una condanna perché è la stessa parte
che si assume l'obbligo risarcitorio in accordo con la controparte, Volpi
sostiene che il termine condanna implichi una insinuazione in ordine ad un
procedimento penale. Ma anche questo è frutto di incompetenza perché il
giudizio civile avente ad oggetto il risarcimento dei danni si conclude, se
viene accertato il reato di diffamazione, con una "condanna" al risarcimento
dei danni. Quindi la parola in sé è inidonea a far pensare ad un
procedimento penale. Del resto non c'è alcuna differenza tra penale e civile
in ordine all'accertamento della diffamazione: la condanna al risarcimento
dei danni presuppone l'accertamento del reato di diffamazione. Intendo dire
che essendo l'oggetto del processo civile in questione l'accertamento di un
reato, l'errore nella natura civile o penale del procedimento cambia poco,
dato che ciò che lederebbe l'onore del Volpi sarebbe l'accertamento del
reato e non le conseguenze dell'accertamento (civili o penali).
La notizia dell'accordo, riportata esattamente, conferma che la parola
condanna è dovuta alla scarsa conoscenza tecnica e che non c'era volontà di
divulgare falsamente fatti offensivi (e infatti il fatto era corrispondente
a verità). Il reato di diffamazione richiede il dolo, quindi in caso di
colpa non c'è reato. La pronta (Cfr. a riprova la newsletter tempestivamente
diramata ai lettori in automatico, che reca il titolo "Volpi dovrà
risarcire...") e spontanea rettifica conferma che si è trattato di un
errore dovuto ad imperizia e non volontario. Dunque nella sua lettera
circolare mi sembra ci sia una querela - a chiunque la minacci - destinata
all'archiviazione. (M.G.)
Pubblicato da Esistenzialmente Periferico alle 09:03






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pirex
2016-02-26 21:32:30 UTC
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Post by Rafminimi
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storia.
Il suo nome è stato recentemente associato alla cifra
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lo scorso giovedì 12 febbraio aveva accordato di risarcire ai
familiari di
padre Manelli. Cioè per evitare un processo per diffamazione
«Molestie sessuali alle suore»,
padre Manelli indagato per violenza
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